Essere un paziente in carico al Centro di Salute Mentale dell’azienda sanitaria può significare molte cose: avere una patologia mentale grave al punto di influenzare negativamente ogni aspetto della propria vita, avere sintomi di malessere mentale tale per cui c’è bisogno di un supporto farmacologico, avere una diagnosi psicopatologica che obbliga a fare una terapia psicofarmacologica costante e quotidiana.

Quando si parla di “gravità” in ambito psichiatrico e psicopatologico si fa riferimento al grado di compromissione delle diverse aree di vita: sociale, familiare, lavorativa,etc.

“Quanto la mia condizione mentale influenza negativamente la mia vita?” E’ questa la domanda che dovremmo farci quando sentiamo di non stare bene, indipendentemente dalla diagnosi.

Da Marzo 2021 è iniziato un nuovo ed innovativo progetto presso il Centro di Salute Mentale dell’ASL CN1 volto a supportare e afiancare le persone in carico a questo servizio, le quali vorrebbero lavorare ma che non riescono ad orientarsi, muoversi, attivarsi in quella direzione. Si chiama Percorso IPS – Supporto all’impiego delle persone con disturbi mentali.

La sottoscritta, Dott.ssa Giulia Mattalia, è uno degli operatori IPS che svolge proprio il urolo di aiutare i pazienti che lo richiedono a trovare un lavoro competitivo. Come dico a chi intraprende questo percorso: “Non siamo unn centro per l’impiego”; ciò vuol dire che non sono io a cercare il lavoro per loro, io il mio ruolo è quello di capire insieme alla persona quali sono le sue motivazioni, desideri, in cosa si sente capace, cosa lo preoccupa….. il tutto tenendo in centrale considerazione la malattia mentale di cui soffre. Parliamo di quali conseguenze negative ha causato la malattia, dei sintomi, della terapia, allo scopo di dare il giusto spazio al proprio disturbo senza però che questo diventi un limite per la realizzazione lavorativa.

Non è sicuramente semplice. La maggior parte di queste persone ha perso il lavoro proprio a causa della malattia mentale e questa diventa una compagna di vita molto ingombrante.

Perchè Inclusione Sociale? Sì, ne abbiamo sentito parlare tanto e spesso in modo non adeguato. In questo caso significa dare la possibilità ad alcune persone di sperimentarsi nuovamente all’interno di un contesto sociale “normale”, di stringere relazioni nuove e differenti che vadano al di là dello stigma di malato mentale.

L’identità lavorativa è una delle diverse identità che ciascuno di noi ha e come tale contribuisce alla costruzione della stima personale, del senso di efficacia e alla visione generale che si ha di e di sè con gli altri. Per questo ritengo che questo progetto sia molto importante e sia un piccolo passo verso un modo nuovo di lavorare con la malattia mentale.

Dott.ssa Giulia Mattalia, psicologa, psicoterapeuta, operatore IPS